Con l'allenamento di resistenza, il carico è solo una parte della storia

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Uno studio pubblicato su Medicine & Science in Sports & Exercise® ha analizzato come il carico e la fatica interagiscono per influenzare le adattamenti muscolari durante l'allenamento di resistenza. La ricerca, condotta su 158 uomini allenati, ha cercato di confrontare diversi carichi mentre si controllava oggettivamente la fatica, utilizzando la perdita di velocità come indicatore.

L'interazione tra carico e fatica nell'allenamento di resistenza

Per decenni, la ricerca sull'allenamento di resistenza si è concentrata nel determinare quale sia il peso ottimale per massimizzare la forza e l'ipertrofia muscolare. Tuttavia, queste ricerche hanno basato i loro confronti sull'assunto che il carico fosse l'unica variabile a cambiare, mentre la fatica generata da quel carico rimaneva senza un controllo rigoroso.

Questo significa che molti studi hanno in realtà confrontato combinazioni distinte di carico e fatica. Pertanto, gli effetti attribuiti unicamente al carico potrebbero essere influenzati dalle differenze nella fatica accumulata durante l'allenamento.

Misurazione oggettiva della fatica tramite perdita di velocità

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Per affrontare questa limitazione, lo studio ha impiegato la perdita di velocità durante l'esecuzione come misura oggettiva e continua della fatica accumulata. La velocità di movimento diminuisce progressivamente in una serie, riflettendo il livello di fatica in tempo reale.

Questo metodo consente di quantificare e controllare la fatica durante ogni ripetizione, invece di stimarla retrospettivamente in base al numero di ripetizioni completate o alla prossimità al fallimento muscolare. In questo modo, è possibile confrontare diversi carichi mantenendo costante il livello di fatica, qualcosa che non era stato raggiunto in ricerche precedenti.

Design sperimentale e risultati principali

Lo studio ha assegnato casualmente 158 uomini allenati a 12 gruppi che hanno svolto otto settimane di panca piana con tre fasce di intensità relative (40–55%, 55–70% e 70–85% del massimo in una ripetizione) combinate con quattro soglie di perdita di velocità (0%, 15%, 25% e 50%).

Per una soglia data di perdita di velocità, i carichi relativi più alti hanno prodotto i maggiori miglioramenti nella forza massima. Inoltre, per un carico dato, le adattamenti in forza hanno seguito una relazione a forma di U invertita con la fatica, dove livelli moderati di perdita di velocità hanno prodotto guadagni maggiori rispetto a livelli minimi o prossimi al massimo.

D'altra parte, per un carico uguale, una maggiore fatica ha promosso adattamenti ipertrofici più pronunciati.

Implicazioni e limitazioni dello studio

Questi risultati non contraddicono le evidenze precedenti, ma offrono un quadro per interpretare la variabilità osservata in studi precedenti. L'apparente inconsistenza potrebbe essere dovuta alle diverse combinazioni di carico e fatica utilizzate, piuttosto che a disaccordi sui meccanismi che guidano l'adattamento.

Lo studio introduce una metodologia per indagare l'allenamento di resistenza considerando il carico e la fatica come dimensioni indipendenti ma interrelate dello stimolo.

Non consente di concludere quale sia la combinazione ottimale di carico e fatica per tutti gli obiettivi, ma conferma che la fatica è un fattore rilevante insieme al carico nelle adattamenti di forza e massa muscolare.

Maggiori dettagli possono essere consultati nella fonte originale.

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Pubblicato: 12/08/2026. Contenuto verificato secondo criteri di esperienza, autorevolezza e affidabilità (E-E-A-T).
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Autore dell’articolo
Toni Berraquero

Toni Berraquero si allena dall’età di 12 anni e ha esperienza in retail, sicurezza privata, ecommerce, marketing digitale, marketplace, automazione e strumenti aziendali.

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